Il film di Stefano Mordini, tratto dal romanzo Premio Strega di Edoardo Albinati, ricostruisce il dramma del Circeo.
Il film La scuola cattolica torna al centro dell’attenzione per la sua intensa rappresentazione di uno dei crimini più efferati della storia italiana: il massacro del Circeo. Diretto da Stefano Mordini e tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016, il film offre un ritratto doloroso e crudo di un episodio che ha segnato profondamente la società italiana e il dibattito sulla violenza di genere.
La Scuola Cattolica e la rappresentazione del massacro del Circeo
Il film, distribuito nel 2021 e disponibile su Netflix, narra i tragici eventi accaduti tra il 29 e il 30 settembre 1975 a San Felice Circeo, quando due giovani ragazze, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, furono attirate con l’inganno da tre ragazzi appartenenti a famiglie benestanti e residenti nel quartiere Parioli di Roma. Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira, studenti di un prestigioso liceo cattolico romano, perpetrarono una violenza brutale, culminata nell’omicidio di Rosaria Lopez e nella sopravvivenza di Donatella Colasanti, la quale riuscì a salvarsi fingendosi morta.

Trama e cast di La scuola cattolica – imoviezmagazine.it
Il film esplora non solo il crimine in sé, ma anche il contesto sociale e culturale di quegli anni, mettendo in luce le radici dell’ipocrisia e del patriarcato che permisero un simile scempio. La presenza nel cast di attori di rilievo come Benedetta Porcaroli (Donatella Colasanti), Riccardo Scamarcio, Valeria Golino e Jasmine Trinca contribuisce a rafforzare la potenza drammatica della narrazione.
Il contesto storico e sociale: un crimine che cambiò l’Italia
Il massacro del Circeo rappresentò uno spartiacque nella storia della violenza di genere in Italia. La brutalità del crimine e l’origine sociale degli aggressori, appartenenti alla Roma bene e legati a gruppi neofascisti, scossero profondamente l’opinione pubblica. Il processo, celebrato nel 1976, vide l’intervento determinante dell’avvocata Tina Lagostena Bassi, che rappresentò Donatella Colasanti come parte civile e contribuì a portare sotto i riflettori la questione della violenza sessuale come problema sociale e politico.
Il dibattito pubblico scaturito dal caso portò a importanti riforme legislative: solo nel 1996 lo stupro venne riconosciuto come reato contro la persona, e non più contro la morale pubblica. Inoltre, il massacro del Circeo contribuì alla nascita dei primi centri antiviolenza in Italia, luoghi fondamentali per l’assistenza legale e psicologica alle donne vittime di abusi.
Stefano Mordini e la regia di un dramma sociale
Stefano Mordini, regista noto per film come Acciaio e Il testimone invisibile, ha saputo trasporre sul grande schermo non solo il racconto del massacro, ma anche il tessuto sociale e culturale di quegli anni. Le sue riprese, effettuate tra Roma e San Felice Circeo, restituiscono un quadro autentico e spietato, scandito dalla voce narrante di Edoardo Albinati, che con sguardo critico e distaccato accompagna lo spettatore nell’intimità delle vite dei protagonisti e delle loro famiglie.
Il film, presentato in anteprima alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia, ha suscitato anche dibattiti sulla censura a causa delle scene di forte impatto, con un iniziale divieto ai minori di 18 anni poi ridotto a 14 dopo un intervento del TAR del Lazio.
La scuola cattolica è dunque un’opera che non si limita a raccontare un atroce fatto di cronaca, ma che indaga con rigore e sensibilità le dinamiche culturali, sociali e psicologiche all’origine della violenza, mantenendo viva la memoria di un evento che ha cambiato per sempre la percezione della violenza sulle donne in Italia.
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